LETTERA PER LA VISITA PASTORALE
fRATELLI E SORELLE AMATI DAL PADRE
in
occasione della indimenticabile assemblea delle parrocchie, nella vigilia di Pentecoste,
annunziai la nuova Visita Pastorale e ora ho la gioia di indicare le mete di questo
evento di grazia: infatti il Signore Gesù fa sentire la sua presenza dove ci sono
anche due soli discepoli riuniti nel Suo Nome.
LA
VISITA PASTORALE in ogni
parrocchia persegue molte finalità: al primo posto è necessario verifìcare il nostro cammino
di fedeltà al sIGNORE DELLA sTORIA e al suo Vangelo,
il nostro servizio al REGNO di Dio e al suo Progetto d'Amore
verso tutti i suoi figli, la testimonianza personale e comunitaria della carità e della
santità, che sono DONO DELLO SPIRITO SANTO,
ma anche impegno quotidiano e missionario della Chiesa nel mondo.
Siamo
riuniti nel nome del Signore Gesù e per questo la nostra vita deve riflettere la
fede viva e l'amore fascinoso che ci ha conquistato il cuore.
La scelta di seguire il Signore Gesù consente di diventare nel mondo sale della terra. Per questo è doveroso verifìcare la nostra presenza e la nostra missione nella città e nella storia della umanità e prendere atto delle problematiche sociali e delle novità del mondo. Dentro il cuore rimbomba l'interrogativo del Signore Gesù: "Se il sale diventa insipido con che cosa potrà essere salato? È buono solo ad essere buttato e calpestato dagli uomini". La Chiesa esiste per servire! Così anche ogni cristiano! Il compito e quello di prendere sul serio l'ordine del giorno dei dolori e bisogni degli uomini, che il Padre vuole tutti amati come suoi figli. Questa VISITA PASTORALE si attua all'inizio del III millennio, dopo la ricca esperienza del Giubileo del 2000, nel clima di scenari mondiali che propongono con prepotenza l'attenzione ai poveri, la pari dignità dei figli del Padre, la comune destinazione dei beni della creazione sopra i pilastri della giustizia, della libertà e una svolta culturale verso il Regno di Dio che è pace nello Spirito Santo (Pacem in terris 74).
Questa
VISITA si situa ancora in un'epoca che deve camminare
verso l'Economia della Solidarietà;
-
verso la dignità di chi soffre la fame;
- verso il bene comune come bene per tutti gli uomini,
-
verso la cultura del Buon Samaritano fatta di solidarietà e di tenerezza;
-
verso l'adempimento nella storia della lieta notizia del Signore Gesù: "Voi siete la
luce del mondo, il sale della terra";
-
verso il cuore umano illuminato dall ' amore per chi soffre.
La
VISITA PASTORALE tiene conto delle proposte del
Piano Pastorale Diocesano e delle mete delle due
ultime Visite Pastorali quella dei giovani col patto sociale firmato sia dai
giovani sia dalle famiglie, sia dai docenti della scuola, sia dai Sindaci dei Comuni e
quella dei malati con la solidarietà espressa con gesti semplici e con la «consegna
della tovaglia». Come il Buon Samaritano "vide, si commosse, si chinò per
curare" l'uomo dolorante, che stava morendo dissanguato, così la Chiesa, mossa dal
Divino Samaritano che le ha dato il mandato della lavanda dei piedi deve muoversi nella
complessità moderna, talvolta indifferente, con passo sicuro. C'è bisogno ancora di
riscoprire la forza della testimonianza del dolore, vissuto per amore, la missionarietà
del malato, la presenza del Signore Crocifisso, la luminosità del Vangelo del Risorto
che partecipa la pace del cuore.
Debbo sottolineare anche la stupefacente parola del Signore "Io sono presente dove ci sono due discepoli che scommettono la loro vita nella sequela, nella imitazione, nell'adesione al vangelo".
La gioia della comunione fraterna, la pace del Signore donata ai suoi discepoli, l'ardore del cuore che spinge a fare il bene, aprono alla visione luminosa del Regno di Dio nei Cuori.
Vengo
per indicare come ogni parrocchia può diventare scuola di preghiera,
come ogni famiglia possa essere scuola di umanità e di santità, come la
comunità dei discepoli - grandi e piccoli - debba partire dall'ascolto della
Parola di Dio, debba incentrarsi nella Eucarestìa e debba far gustare la
solidarietà e la gioia di fare il bene.
Mi piace sognare la comunità dei discepoli del Signore, che gusta la Beatitudine della Misericordia:
BEATI I
MISERICORDIOSI
BEATO L'UOMO CHE HA CURA DEL DEBOLE
Sento urgente il dovere di indicare ai discepoli del Signore, posti dentro ad una storia fatta di sofferenza, dove trovare e riconoscere il Dio degli orfani e delle vedove, dei poveri e degli stranieri, dei piccoli e dei sofferenti.
Sento
urgente il dovere di proporre alla famiglia come vivere la sua missione
nella società e nella Chiesa; essere presente con intelligenza e passione educativa
nella scuola, facendosi carico della educazione del cuore. Vengo a incoraggiare e
a ripetere col S. Padre «Andiamo avanti con speranza" (NMI 58).
Amata
Chiesa Agrigentina del III millennio, "Prendi il largo sulla parola del
Signore", vivi e testimonia l'amore del Padre, vivi e narra, con la vita, il Vangelo
che e il Signore Gesù, Figlio del Padre. Affidati alla grazia dello Spirito Santo,
Spirito di comunione e di missione.
Affido
alla Beata Vergine Madre del Signore la nuova VISITA
PASTORALE, perché con la Sua presenza materna ci faccia gustare le gioie di
Cana di Galilea, trasformi la nostra povertà spirituale in una grande occasione di grazia
e si faccia più spedito il passo di chi è chiamato, come il buon samaritano, a
chinarsi per Curare l'uomo sofferente.
La grazia del Signore Nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con VOI
Agrigento
8 dicembre 2001
