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L’AVIS
di Alessandria:
una realtà |
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Con gli occhi chiusi e con la penna in mano
vivo i ricordi. Un mattino di settembre del 1993 ricevemmo una
telefonata da parte del Dott. Ciaccio dell’AVIS di Sciacca, il quale ci
proponeva di aprire una Sezione AVIS ad Alessandria. La proposta si
insinuò nei nostri pensieri e ci spinse a riflettere sul tema della
solidarietà concretizzata nella donazione del sangue. Eravamo fiduciosi
ed ottimisti, anche se l’esperienza avuta l’anno precedente con
l’autoemoteca (la raccolta di solo due sacche di sangue) smorzava
l’entusiasmo e ci faceva capire che alla base di tutto era necessario un
ottimo lavoro di sensibilizzazione. Eravamo impreparati, sprovveduti,
senza alcun bagaglio di esperienza, ricchi solo di entusiasmo e di
voglia di contagiarlo agli altri. I primi contatti con le persone sono
stati positivi, il terreno era fertile, gli animi disponibili: nasceva
così l’AVIS ad Alessandria.
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La sede
AVIS addobbata per il carnevale 2000
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| Le attività portate avanti in questi sei anni
sono state varie e rivolte ai diversi strati della popolazione. |
Una importanza fondamentale ha assunto il
coinvolgimento delle giovani generazioni nell’attività di volontariato
portate avanti dall’Associazione. Si è cominciato con l’intervento, che
si è ripetuto ogni anno, presso le scuole del nostro Comune, perché si è
voluto inserire la finalità specifica dell’AVIS, cioè quella di
promuovere la cultura della solidarietà e del dono, nell’ottica
dell’orientamento formativo. Del resto, nella direttiva del Ministero
della Pubblica Istruzione N° 487 del 6 agosto 1997, l’orientamento viene
definito come azione formativa in grado di fare acquisire ai giovani
quelle abilitazioni necessarie per permettere loro di vivere ed agire
come cittadini responsabili in una società complessa quale quella
attuale. L’interesse rivelato dai ragazzi nei confronti di quanto
proposto, la conoscenza cioè del sangue, delle sue funzioni
nell’organismo, dei problemi legati alla sua carenza, si è concretizzato
nell’esecuzione di lavori creativi (elaborati scritti, disegni,
creazione di slogans pubblicitari) nell’ambito di un concorso annuale.
L’opera di coinvolgimento nella vita associativa dei giovani si è
concretizzata ancora nell’organizzazione di diversi cicli di films, che
hanno sempre cercato di offrire spunti di discussione e di confronto. La
stessa organizzazione, negli ultimi due anni, dei
QuizAvis è
stata voluta perché giungessero ai giovani alessandrini, inseriti in un
contesto agonistico giocoso e leale, messaggi positivi. Né si possono
dimenticare le Pedalate Ciclistiche non agonistiche che, a scadenza
annuale, hanno visto la partecipazione entusiastica di giovani e meno
giovani, accomunati dall’amore per uno sport che non è solo confronto e
sfida agonistica. |
| Altrettanto importanti sono state le
conferenze e gli incontri scientifici organizzati in questi anni, quali,
per esempio, quello su "Elementi di primo soccorso e pronto intervento",
su "Donazione degli organi", su "Le devianze giovanili", che hanno
coinvolto la cittadinanza alessandrina in un programma di diffusione
della solidarietà di base. |
| La raccolta annua di circa 240 sacche di
sangue, pur con tutte le difficoltà legate al trasferimento di
moltissimi giovani alessandrini in regioni che offrono maggiori
opportunità occupazionali, è il risultato concreto di questo lavoro
capillare di sensibilizzazione e consente alla nostra Associazione di
raggiungere, se non superare, l’obiettivo che ci si posti a livello
nazionale per raggiungere l’autosufficienza nel campo delle attività
trasfusionali e della produzione di emoderivati (viene infatti
individuato nel 5 % della popolazione residente la percentuale
necessaria ad assicurare tale autosufficienza). |
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Un momento di donazione del
sangue
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Questa autosufficienza, pur con tutte le
differenze esistenti tra le regioni italiane ( nel Nord Italia, infatti,
è maggiore il numero di donatori rispetto alle regioni del Sud), è stata
raggiunta e l’Italia è, ormai, a livello europeo. Ora rimangono due
obiettivi fondamentali da raggiungere: riequilibrare le differenze tra
Nord e Sud e, soprattutto, affinare il livello di sicurezza e di
efficienza. |
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Questi sono tra i punti qualificanti della
nuova legge sul sangue attualmente in discussione in Parlamento, che
sostituisce la legge 107/90 che ha dimostrato, con tutte le sue
debolezze, di essere valida e di porre l’Italia all’avanguardia in
Europa sia nella sicurezza della raccolta del sangue sia per i controlli
di ogni fase di lavorazione. |
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L’AVIS è una associazione radicata sul
territorio che vuole rafforzare la propria presenza nel mondo del
volontariato, anche attraverso lo sviluppo di relazioni con le altre
organizzazioni già presenti e la realizzazione di nuove attività. Tale
orientamento non deve, tuttavia, tradursi in un allontanamento dalla
propria missione originaria che è, e resta, la donazione del sangue e la
tutela della salute, bensì deve fondarsi sul principio della
solidarietà, da sviluppare attraverso interventi rivolti sia all’interno
che all’esterno della Associazione stessa. Ciò contribuirà ad aumentare
la partecipazione dei soci alla vita associativa e offrirà nuove
opportunità a coloro che non possono donare il sangue, i quali,
tuttavia, spinti da un forte senso di solidarietà, desiderano mettersi a
disposizione della collettività e della società civile.
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Il Presidente |
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Vincenzo Mangione |
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