Guardando al finestra chiusa, da dove Giovanni Paolo si affacciava per la recita dell’Angelus, la commozione si fece più intensa… Ancora una lunga sosta: erano arrivati il presidente americano Bush, il padre, Clinton e Condolisa Raider: i potenti della terra giunti per omaggiare Giovanni Paolo, cui molte volte non avevano dato ascolto sui problemi che affliggono il mondo e sulle inutili guerre. Erano trascorse ancora altre ore e finalmente giungemmo sul sacrato della basilica che era circa l’una di notte.   La Protezione Civile ancora una volta ci fornì dell’acqua e qualche bustina di zucchero, mentre una signora una tavoletta di cioccolato, per tirarci su. Ancora un momento di sconforto: alle due chiudevano l’accesso in Basilica per la pulizia e per il servizio liturgico. Si riapriva alle cinque. Eravamo, comunque, contenti, anche se non ce l’avessimo fatta ad entrare, di esserci stati, di aver vissuto quel momento, per noi storico, di attesa, di preghiera, di gioia.