AGUSTU  Il primo Agosto era giorno di festa e motivo di aggregazione per gli alessandrini. Le origini di questa festività sono antiche e si fanno risalire al culto pagano della dea Cerere: a lei si offrivano in segno di ringraziamento i frutti della terra raccolti. Questa tradizione, molto legata al culto pagano, si concretizza nella preparazione di un piatto detto l’Agustu. La festività assumeva i toni di una festa popolare, il giorno precedente il I° agosto le massaie si affacciavano per la strada e si mettevano d’accordo per la preparazione della pietanza. "Frunzì, i mettu lu frummentu ammoddru e tu talia si ha li favi!" "Catarì, li piseddri li misi ammoddru i, fatti dari d’Ancilina du ciciri bianchi!". Il I° agosto nelle nostre vie s’avverteva già quell’aria di festa. Veniva messa una grande "casdara" e una volta che l’acqua bolliva venivano "calati" i cereali. La sera, al ritorno degli uomini dalla campagna, poi il pasto veniva consumato per strada, alla presenza di tutto il vicinato, con semplicità; era momento di gioia per tutti i bambini che rimaneva fino a tarda ora per strada a giocare.  Oggi la festività assume dei toni molto più smorzati, solo qualche famiglia prepara l’agustu, ma lo fa assaggiare, quasi in segno di devozione, a qualche vicino, come segno di ringraziamento per la stagione agricola da poco trascorsa.

COME SI PREPARA L'AGUSTU

Ingredienti: favi, piseddri, semi di gasola sicchi, linticchi, frummentu, ciciri bianchi e nivuri.

Comu si pripara: Mittiti a moddru la sira prima li cereali: Lu nnumani si scasdanu tutti cosi, si  mettnu ‘ncapu e si fannu cociri cu l’acqua e techia di sali.

Ingredienti: fave, piselli, semi di fagiola secca, lenticchie, frumento, ceci bianchi e neri.

Come si prepara: La sera prima mettete in acqua tutti i cereali, l'indomani cucinateli con abbondante acqua e un pò di sale e serviteli con un pò dello stesso brodo.