INTERVENTO DELL'ASSESSORE ALLA ISTRUZIONE
Buona sera a tutti voi , grazie per essere qui, per avere accolto il nostro invito. Come sapete questa serata è dedicata alla presentazione del romanzo dal titolo "Gli Oleandri di Elisabetta Barresi”. Un romanzo scritto da due autori che noi tutti conosciamo: Nino Raineri e Gioacchino Patrinostro. Parleremo di questo romanzo e non soltanto, parleremo di poesia, o meglio la ascolteremo, e di arte. Per la loro presenza qui , stasera, un ringraziamento speciale a due ospiti d'eccezione: la scrittrice Rosalia Zabelli,di origine Alessandrina, e il pittore Giorgio Ravazzolo. Una donna scrittrice, quindi; un pittore che dipinge magnificamente le donne … e un romanzo, un romanzo che ha come protagonista principale una donna: La Baronessa Elisabetta Melchiorra Barresi. Quella di stasera rappresenta una tappa, la prima, del programma culturale tracciato da questa amministrazione poiché riteniamo che si debba inaugurare una nuova stagione culturale. Una stagione culturale che abbia, certamente uno squardo rivolto al passato, indispensabile per tutelare e recuperare le nostre radici e la nostra identità, ma che miri soprattutto ad un futuro di rinascita civile. Sicuramente crediamo sia necessario un nuovo modo di gestire la cultura e il ruolo in cui questa amministrazione si vuole proporre alla collettività, un ruolo di coordinamento, di supporto e di valorizzazione delle risorse umane presenti nel nostro territorio. Risorse umane fondamentali crediamo siano le donne e i giovani di questa comunità. Devono essere loro soprattutto i promotori di nuovi modelli sociali e culturali ed è soprattutto a loro che, lungo questo percorso da fare insieme, verrà dato spazio e visibilità. <<La Principessa era una signora alta, finemente vestita come una rosa velata di petali neri, portava i capelli, accarezzati dal tempo, raccolti sulla nuca; dalla sua bocca, dalle sue labbra marmoree si liberava ancora una musica dalla dolcezza di una bambina, ma il suo sguardo severo, contornato dalle rugose scie della vita, incuteva timore, celando il suo nobile animo nella temuta dimenticanza; ogni paisanu, però, era ben consapevole che poteva fidarsi di lei in ogni momento>>. Ho voluto leggere questo brano tratto dal romanzo perchè credo di dovere riconoscere a Nino e a Gioacchino un grande merito: quello di essere riusciti a far riemergere dal passato questa figura così incisiva e importante nel panorama storico di Alessandria, sicuramente la figura dominante. L’immagine che abbiamo di lei ci rimanda al busto marmoreo conservato presso la chiesa del convento, dove si trova il suo Cenotafio, e alla tela che la ritrae e che è conservata presso la stessa chiesa. Ma ne l'una ne l'altra opera riescono a restituirci della Baronessa un'immagine viva,, vera. attraverso le pagine del libro è possibile invece, per il lettore, ricostruire e fissare i tratti salienti della sua personalità, ricca e certamente complessa. Una donna d'altri tempi ma certamente, per molti aspetti, una donna moderna, di grande vivacità intellettuale, che aspirava ad una sua personale realizzazione. Lo zio Carlo Barresi, giovanissima, la nomina suo successore, con il titolo di Baronessa diventa Signora di Alessandria della Pietra. Il titolo nobiliare che le viene conferito non lo subisce però passivamente, ma lo interpreta sapientemente, lo piega ad un suo progetto ed il suo progetto era Alessandria. Fu un'abilissima donna di affari, una donna imprenditrice potremmo dire, al tempo del feudalesimo. Tutti i suoi interessi economici furono rivolti principalmente alla sua terra. Sotto la sua Baronia infatti, Alessandria raggiunse il suo massimo splendore architettonico. A lei si deve, per esempio, la Chiesa del Convento che donò ai Padri Riformatori, nonché la Chiesa del Collegio di Maria. Donna dunque devota, fervidamente religiosa e grande benefattrice, è a lei che si lega indissolubilmente anche la storia religiosa di Alessandria, paese prettamente Mariano. Da un lato quindi, il ritrovamento del Simulacro della Madonna della Rocca, le processioni, la nascita e lo sviluppo di questo culto, dall'altro la Baronia di Elisabetta Barresi e la crescita economica e sociale del paese. Due eventi che hanno segnato, ma direi di più, scritto il destino di Alessandria. Due momenti, uno laico e l'altro religioso, sono i poli entro i quali si tesse la maglia della storia di questo paese. Una storia esemplare dunque, quella di Elisabetta Barresi, donna complessa e dai tanti volti, che ha osato andare al di là dei singoli ruoli stereotipati, rivelandosi a se stessa e agli altri moglie, madre benefattrice, mecenate, donna d'affari. Al di là delle epoche, delle difficoltà oggettive, di quelle che possono essere le incrostazioni organizzative, rimane, soprattutto per noi donne, la sua testimonianza di potere essere ambasciatrice di idee, bisogni e progetti.L'Assessore alla Pubblica Istruzione Carmela Ciccarello |